gio

02

feb

2012

Lenta la neve fiocca, fiocca, fiocca...

neve, nevicata coeconews

Riprendo il titolo dall’incipit di una poesia di Giovanni Pascoli, “L’Orfano”. Con poche parole ecco che l’idea della neve è impressa nero su bianco dal Poeta con una semplicità unica e una delicatezza magistrale. Da giorni ormai molte regioni italiane sono state investite da temperature siberiane e da nevicate degne del più freddo inverno degli ultimi anni. Colti tutti più o meno alla sprovvista, nonostante la martellante allerta meteo dei telegiornali, osserviamo, stupiti ed increduli, questi fiocchi bianchi scendere inesorabili coprendo, con la loro leggerezza, strade, case, macchine, panchine…

neve, nevicata coeconews

Una gelida coltre bianca che, con elegante ma decisa posa, ci ricorda che non possiamo controllare tutto a nostro piacimento: siamo piccoli ed immobili esseri che osservano il nostro mondo cambiare colore. E allora eccoli, sparuti coraggiosi, armarsi di scii e di racchette da neve, di guanti e di scarponi invernali, intenti a gironzolare per le strade di alcune città, sommerse. Scene impensabili fino a qualche giorno fa, in una società come la nostra che si reputa così organizzata e così all’avanguardia. Ma la Natura non può essere controllata e ogni tanto ci dimostra di come siamo piccoli di fronte alla sua potenza. Ed ecco che questa neve insistente, dapprima bella e delicata, comincia a portare i primi disagi: trasporti bloccati, strade irraggiungibili, automobili che slittano dall’una all’altra carreggiata.

neve, nevicata coeconews

Una situazione drammatica per chi è costretto a spostarsi per necessità, per dovere o per senso di responsabilità. Questione di mancata organizzazione e di poca considerazione degli avvisi meteo? Sicuramente. Ma anche mancanza di abitudine. Perché noi uomini di oggi, abituati come siamo alle comodità, alle agiatezze e al fare il minimo sforzo per raggiungere qualsiasi obiettivo, non siamo abituati a convivere con le Stagioni: allora l’Inverno diventa troppo freddo, l’Estate troppo calda, l’Autunno troppo piovoso e la Primavera portatrice di troppe allergie. Gli apparenti disservizi delle nostre città sono segno evidente di una poca considerazione della portata distruttiva degli eventi climatici: la neve non guarda in faccia nessuno, scende silenziosa e ricopre tutto con un ironico e beffardo sorriso.

Se tornassimo a temere la Natura e a cercare di affrontarla umilmente, riportandole la giusta considerazione, allora la nostra prevenzione dei disagi andrebbe di pari passo con la piacevole contemplazione di questi delicati fiocchi bianchi.

Sistemate quindi con cura e con pazienza le situazioni che creano difficoltà alla nostra vita, per comprendere bene la neve servirebbe poco: basterebbe spogliarsi da ogni ansia e timore, da ogni senso di disagio che questa suscita in noi. Ritornare ad osservarla con gli occhi di un bambino, con gli occhi ingenui di chi, nella bianca coperta, vede solo un’amica, una compagna di giochi, un’alleata perfetta per saltare la scuola. Solo così potremmo ricominciare a convivere con essa, senza farci cogliere impreparati ed intimoriti. Ritornare bambini, non avendo paura di bagnarci, di sporcarci o di fare fatica. Tornare amici di quei fiocchi di cristallo, come quando, più piccini, costruivamo impensabili igloo o traballanti pupazzi di neve, che tuttavia, ai nostri occhi, si mostravano come meravigliosi castelli di ghiaccio e giganteschi soldati di neve. E ci sentivamo gli eroi di qualche fiaba incantata.

"La neve"

Bianca cosa luminosa/ cala silenziosamente,/ leggermente si riposa/ sulle cose, sulla gente./

Bianca meraviglia muta/ che si guarda con stupore,/ luce in terra ricaduta/

che ti fa battere il cuore. (R. Piumini)

 

Chiara Berardo

Scrivi commento

Commenti: 0

  • loading