mer
01
feb
2012
ACQUA PER SALVARE VENEZIA DALL'ACQUA
Buone notizie per gli abitanti della Serenissima, pare infatti che un equipe dell'Università di Padova stia progettando un sistema per evitare il famoso fenomeno dell'acqua alta che affligge la città e i suoi abitanti almeno quattro volte l'anno. Questo metodo prevede di scongiurare il lento inabissamento della “Regina dell'Adriatico” attraverso il pompaggio di migliaia di litri d'acqua marina nel sottosuolo poroso della città.
Grazie a recenti studi infatti si è registrato come il livello del mare sia interessato da un innalzamento pari ad alcune decine di centimetri entro la fine del secolo che, unito al costante ritmo di sprofondamento della città (almeno cinque centimetri ogni secolo),rischia di rendere la città sempre più sottoposta a tali inondazioni. Tra gli anni'50 e '70 inoltre l'estrazione di acqua freatica per uso industriale ha portato a un ulteriore micro-collasso le falde minerali su cui poggia il suolo cittadino.
Stando a questo piano attraverso la costruzione di una cintura di pozzi intorno al perimetro urbano verrebbero pompati circa centocinquanta miliardi di acqua marina nei profondi strati sabbiosi giacenti migliaia di metri sotto la città; grazie a un manto di copertura naturale in argilla l'acqua non sarebbe in grado di filtrare garantendo, in una decina di anni, un uniforme innalzamento del suolo di oltre trenta centimetri. Per rendere operativo questo progetto decennale sarebbero necessari solo un paio d'anni dall'approvazione e, ultimo vantaggio, il costo risulterebbe estremamente ridotto (si fa per dire) rispetto all'ulteriore progetto MOSE di creazione di paratie a scomparsa in grado di deviare i flussi di corrente:300 milioni di euro contro 5 miliardi.
Questo espediente di salvaguardia è già stato sperimentato da compagnie petrolifere in Canada e California con risultati sorprendenti, a patto di mantenere l'operazione sotto un monitoraggio costante che eviti il formarsi di bolle d'acqua e sedimenti irregolari.
Non tutti però sembrano interessati a questo genere di misure precauzionali, il fenomeno dell'acqua alta infatti attira ogni anno frotte di turisti con un giro di incassi da capogiro, i veneziani stessi inoltre non paiono soffrire eccessivamente le periodiche inondazioni che durano solo poche ore e che tengono loro compagnia da centinaia di anni. La decisione sembrerebbe quindi oscillare tra la conservazione del fascino peculiare (e pecuniario) del fenomeno e la sua graduale scomparsa, certamente più pratica ma meno romantica.
Andrea Guerrini






