dom
29
gen
2012
Neil Young e Crazy Horse rinnovano le glorie?
In un periodo in cui formazioni storiche si riuniscono per celebrare gli anni d'oro della musica rock Neil Young,il totem tetragono del folk canadese, se ne esce con un improvvisa anticipazione. Dopo il millantato tour con il vecchio compagno Stephen Stills e i Buffalo Springfield, posposto a data da definirsi,il padrino del grunge,allo Slamdance Film Festival nello Utah,riferisce di essere nuovamente al lavoro con un altra band fondamentale nel suo percorso artistico, i Crazy Horse.
Un sodalizio iniziato nel 1968 che ha portato all'incisione di album quali Everybody Knows This Is Nowhere,Zuma,Rust Never Sleeps,alternando dorate folk ballads a graffianti chitarre distorte che faranno fischiare le orecchie a Eddie Vedder qualche decade dopo. La capacità sviluppata di passare da sonorità acustiche a sferzate elettriche è stata una prerogativa che ha fatto di Young e soci un inevitabile punto-di-non-ritorno per chiunque ne abbia fatto ascolto, unita a una pressoché costante malinconia e al tocco assolutamente emotivo della chitarra ogni spirito tormentato vi troverà indubbiamente un dolceamaro balsamo. Dal loro ultimo album (Greendale) con annesso tour mondiale di presentazione nel 2004 Young non si ripresenta in studio o sul palco con i vecchi compagni, che solo nel 2000 avevano intrapreso insieme la registrazione dell'album Toast mai uscito in commercio. Anche se probabilmente per quest'ultimo verrà organizzata un uscita primaverile nulla è certo,l'unica prova dell'annunciata reunion si può trovare nella bacheca di Facebook del batterista Ralph Molina che alle pressanti domande dei fans in proposito ha risposto un incontrovertibile “Yes!”.
L'ultimo album,una rock opera dal contenuto sociale ati-politico e pro-ambiente,ha ricevuto pareri discordanti senza riuscire a mettere d'accordo fan e detrattori (per farvi un opinione ascoltate Bandit,pure timeless folk). Comunque,a prescindere dalla qualità e dal piacere che si può ricavare dall'ascolto di un album, possiamo sperare che al disco si associ un tour europeo che riporti nel Vecchio Continente chi non si è avvalso dell'ultima reunion dei vecchi sodali Crosby,Stills & Nash per farci riascoltare la sua voce unica e, per quanti ci hanno provato, inimitabile.
Per quanto il folksinger canadese sia propenso ai repentini cambiamenti di programma e abbia da un po' prediletto comodi tour nel territorio statunitense con esibizioni live piuttosto intime, fatta eccezione per concerti di beneficenza a cui Young risponde sempre con grande disponibilità da ambientalista di primo pelo qual'è, stavolta parrebbe illecito disperare. Ad ogni modo al tramonto di un epoca dove il rock delle origini si trasforma lentamente in musica classica e le nuove realtà elettroniche si assestano stabilmente alla guida della nave del costume musicale, fa sempre piacere pensare che un vecchio dinosauro classe '45 come Neil Young sia ancora felice di ritrovarsi con i compagni del tempo passato per far scaturire una musica che da sempre scava nelle pieghe(piaghe) della vita moderna.
Andrea Guerrini






