gio
26
gen
2012
Green Hill è ancora tra noi... purtroppo!
Vittoria Brambilla nei giorni scorsi ha annunciato che con l’approvazione del suo emendamento sarà vietato allevare cani, gatti e primati su tutto il territorio nazionale destinati alla vivisezione; un comma è dedicato interamente a Green Hill e va a denunciare le condizioni di maltrattamento degli animali. Questa legge ha ottenuto il voto di tanti europarlamentari e rappresenta l’unica garanzia di censura di tale macabra attività in Italia. Ma attenzione ciò non vuol dire che Green Hill abbia chiuso.
Negli ultimi giorni si è diffusa tra i media e i social network la notizia della certa chiusura del lager; la verità è che la multinazionale Marshall continua ad investire sui cani di Montichiari. La conseguenza negativa di tutta questa storia infatti è il caos comunicativo che diffonde false notizie, in cui non si sa più chi ha detto o scritto cosa; ciò deriva dalle dimensioni, oramai popolari, raggiunte dalla causa contro Green Hill, che a questo punto non interessa più solo gli animalisti, ma tutti quelli che hanno un cuore e provano pena per questi poveri cuccioli.
Di certo questa è una nota positiva, che ha spinto migliaia di persone verso le idee animaliste, essendo sconcertate del trattamento riservato agli animali da questa società. La costante protesta degli ultimi mesi e la voglia di mettersi in gioco di queste persone sono state la forza di tale battaglia, e rappresentano l’unica speranza per i poveri beagle. Quindi i laboratori di Montichiari non ne hanno ancora abbastanza, ma la battaglia continua; a chi interessa, il Coordinamento Fermare Green Hill si riunirà ancora il 4 febbraio alle 15.00 nella piazza di Brescia per parlare di vivisezione e per pretendere la chiusura del lager! In Internet tante sono le richieste di adozione dei beagle di Green Hill ma bisogna ricordare che prima di compiere questo passo, è necessario far chiudere la fabbrica di Montichiari e l’unico modo per partecipare è unirsi alla lotta! Non bisogna dimenticare inoltre che i beagle sono diventati un simbolo, l’inizio della lotta contro lo sterminio scientifico che vede ogni anno 1 milione di cadaveri animali. Ma è importante non fare distinzioni tra le vittime dei vivisettori, bisogna lottare per tutti allo stesso modo.
Chiara Sanapo






