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25

gen

2012

NATURA e PAESAGGIO nell’ARTE e nella LETTERATURA

natura e paesaggio nell'arte e letteratura coeconews

Quanto più la vita ci porta a crescere, ad affaccendarci, a correre per strade trafficate o ad addormentarci su scrivanie piene di scartoffie, quanto più tendiamo a dimenticarci delle cose belle, di tutto ciò che rende il mondo sublime e che innalza l’anima. L’arte e la letteratura sono attorno a noi in ogni momento, basta saper osservare e cercare. Basterebbe tornare ad avere un occhio vigile ed attento verso ciò che ci circonda e tornare ad affinare quella particolare capacità di cogliere la Bellezza delle cose che ci hanno tramandato i grandi scrittori e gli artisti dei secoli passati.

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Chi non ha tempo perché oberato di lavoro o voglia perché stanco delle fatiche quotidiane, può dilettarsi nel mare magnum dell’arte e della letteratura per ritrovare quella bellezza e quel sublime piacere di trovarsi, piccolo essere, di fronte a una magnifica realtà. Dalla poltrona di casa possiamo sfogliare un libro d’arte e diventare anche noi “grandi osservatori” come i giovani dell’Ottocentesco Grand Tour. Il Grand Tour è un’idea che affonda le proprie origini nel 1500: consisteva nel viaggio di giovani aristocratici che doveva servire come arricchimento personale ed educativo. Carovane di persone ricche, nobili, avventurieri, si spostavano per tutta Europa in cerca di ciò che potesse loro ricordare gli splendori di epoche scomparse. Nasceva una nuova modalità di turismo culturale che vedeva l’Italia come meta preferita, in quanto culla dell’antichità classica. Importante era riuscire a procurarsi qualche ‘souvenir’: i vedutisti e i paesaggisti, come moderni fotografi, immortalavano il paesaggio per venderlo, su tela, al ricco turista che l’aveva commissionato. Eccone esempi sfogliando le opere del Canaletto, sublimi ritratti di un epoca passata, ma mai scomparsa nel nostro immaginario.

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Per immergerci altrimenti nella contemplazione, possiamo anche aprire un buon libro e scoprire un nuovo concetto di Natura: una Natura che durante il 1700 diventa capace di ispirare la nascita di un nuovo genere letterario, il Romanzo Gotico. Tale nuovo genere si accompagna, gemellandosi, alla pittura e all’arte con una nuova visione della Natura come qualcosa di grandioso e sublime. Una delle opere che meglio rappresentano questo nuovo modo di vedere e vivere la natura è “I misteri di Udolpho” di Ann Radcliffe, una donna, capostipite del nuovo stile.

Nel romanzo della Radcliffe la Natura è attraente e malinconica, con la sua grandiosità rende l’uomo incapace di qualsiasi azione, lo immobilizza in una profonda contemplazione della bellezza del creato.
La protagonista ed il padre ammirano affascinati gli splendidi scenari delle montagne e delle cascate, di tutto ciò che li circonda, perdendo il fiato e ogni tipo di parola per descrivere la bellezza che li attornia.
Natura, Arte e Letteratura si fondono, nel 1700 creando una simbiosi perfetta, perdendosi l’una nell’altra.

E sembra di rivedere, nelle lunghe e particolareggiate descrizioni della Radcliffe, uno dei quadri di Turner o Wright of Derby, alcuni tra i rappresentanti del Sublime, un nuovo stile pittorico di fine Settecento.

Questo stile prevede una nuova visione dell’Arte come riscoperta delle Rovine, il Sublime è associato all’ammirazione del terrificante, di ciò che incute timore. Ecco allora una rivalutazione della Natura in chiave catastrofica, gli eventi atmosferici diventano protagonisti e trasmettono in pittura il sentimento del soggetto. L’uomo osserva la Natura che diventa non più sfondo, ma personaggio principale dell’opera d’arte.

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E questo si dovrebbe riuscire a fare di nuovo ai giorni nostri: fermarsi e contemplare le bellezze che ci circondano, perdersi nella grandiosità di quella Natura oramai dimenticata e fermare per un attimo la frenesia della giornata perdendosi in quell’incredibile oasi di meraviglia e di pace. In mancanza, possiamo piacevolmente immergerci, da casa, nell’Arte e nella Letteratura.



Chiara Berardo

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