mer

25

gen

2012

Arturo Bandini: l’eroe megalomane di John Fante

John Fante coeconews

L’America degli anni venti descritta da un immigrato aspirante scrittore.

Uno scrittore che un po’ come tutti i grandi artisti ha avuto più fortuna dopo la morte che in vita, italo- americano, amato da Charles Bukowski, che lo considerava il suo Dio e che giunse a minacciare il suo editore di non consegnare il manoscritto di un suo nuovo romanzo se non avesse ristampato le sue opere, è John Fante, autore di romanzi che hanno come protagonisti gli immigrati, e come sfondo un mondo fatto di povertà e di emarginazione.

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La strada per Los Angeles”, meno famoso del più conosciuto “Chiedi alla polvere”, con cui condivide il protagonista, Arturo Bandini, giovane italo americano anche lui, che ritroveremo anche in altri due libri, “Aspetta primavera, Bandini” e “Sogni di Bunker Hill”, rimane inedito per cinquant’anni, considerato troppo provocatorio dagli americani,e il suo protagonista troppo gradasso, bugiardo e lavativo. Nel romanzo incontriamo Arturo a diciotto anni, alle prese con la ricerca della sua strada, che poi è quella del titolo, visto che vuole trasferirsi nella grande città. Arturo è uno strano ragazzo; legge Schopenhauer e Spengel, ama Nietzsche, è misogino, blasfemo, a tratti razzista ( ma sofferente del suo posto di cittadino di seconda classe, immigrato e terrone nell’America della grande depressione) arrogante, crede di essere il perfetto superuomo descritto dal suo idolo. Vive con la madre e la sorella, orfano di padre, capace di usare paroloni eruditi e di amare alla follia oggetti che umanizza; è un autolesionista al limite del masochismo.

Non è un personaggio facile Bandini, sempre esagerato; ricorda a se stesso e agli altri che lui è intellettualmente superiore, ma poi ammette in silenzio di non capire spesso quello che i suoi filosofi scrivono. Si diverte a guardare immagini di ragazze seminude nello stanzino di casa sua, e a uccidere granchi, fingendo che combattano contro di lui, il grande generale Bandini, un eroe . Uno spaccone in realtà, che si sente sempre giudicato e non riesce a non giudicare tutti col suo solito disprezzo e la sua aria di superiorità. Proprio per questo è esilarante e puro, un personaggio dinamico, da cui non si sa mai cosa aspettarsi.

John Fante coeconews

Arturo deve mantenere la famiglia e si destreggia tra vari lavori che non riesce a conservare, e la voglia improvvisa di diventare scrittore, naturalmente di capolavori. Prende decisioni importanti, poi si pente, poi cambia idea nuovamente; mai felice e sempre insoddisfatto, va alla fine a lavorare in un conservificio, tra operai messicani e filippini, dove si finge scrittore; per la vergogna di essere l’unico bianco in quel posto. Odia i suoi compagni, che non lo rispettano e lo deridono. La derisione è una cosa insopportabile per Arturo, che inizia a scrivere davvero e completa il suo primo romanzo, che passerà dall’essere considerato un capolavoro a un fallimento nell’arco di un solo giorno, per i continui cambiamenti di umore del suo autore, soggetto a attacchi di collera improvvisi, che lo porteranno a picchiare la sorella che rideva del suo libro. Dopo ciò la vita di Arturo cambia; prende una decisione improvvisa ed elettrizzante – un po’ per il rimorso e un po’ per inseguire i propri sogni, nell’ultima pagina prende un treno, pensando già al suo nuovo romanzo.

 

Rosa Partina

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